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Manhattan
 pubblicato in registi, visioni

Il più bel film di Woody Allen è una straordinaria, viscerale dichiarazione d’amore a una città piena di contraddizioni, bellissima, multiforme, orgogliosa, satura di contrasti come il bianco e nero di Gordon Willis, e maledettamente e classicamente americana come la Rapsodia in Blu di George Gershwin. Abbandonati i panni di improbabile dittatore, di impacciato furfante e di clown chapliniano, Allen orchestra un immenso tributo a Bergman nell’opera che è unanimamente considerata la vetta stilistica di quel complesso percorso iniziato due anni prima con Io e Annie (1977) e proseguito con Interiors (1978). Al suo primo film in bianco e nero, Allen gioca magistralmente con il chiaroscuro disegnando la skyline di New York in immagini di rarissima eleganza, amplificando le suggestioni architetturali della città di cui è innamorato, caricando le inquadrature di una forza lirica raffinatissima, narcisistica e contagiosa che difficilmente troverà spazio nei film successivi.
Al contrario, avvolge tutti i suoi personaggi nel buio delle nevrosi e delle contraddizioni, nelle sfumature della solitudine (Yale non ha il coraggio di lasciare la moglie per una storia che non sa se funzionerà) e del disagio (Mary non sopporta di essere l’amante di un uomo sposato). Non a caso, le uniche superstiti di questa continua ricerca del fuoricampo e del rarefatto sono la ex-moglie (Meryl Streep), che sembra brillare di luce propria, detentrice di una invidiabile integrità morale, e la diciassettenne Tracy (Mariel Hemingway), icona della sensibilità e dell’innocenza, la cui improcrastinabile partenza per Londra - fulcro culturale dell’Europa - metterà in crisi Ike, totalmente in balia dello spettro della contaminazione, ipocondriaco di razza persino nel difendere le radici americane. Manhattan è un capolavoro imperdibile, sarcastico divertente e ironico, summa della poetica di Woody Allen. Un piacere per gli occhi e per la mente, una difesa contro tanto scapestrato cinema moderno, da assumere almeno una volta al mese. Prima e dopo i pasti.

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