(aggiungimi al tuo messenger)

Million Dollar Baby
 pubblicato in registi, visioni

Ho voluto metabolizzarlo. Assimilarlo, respirarci su, distogliere lo sguardo - guardare altrove - sentirlo riaffiorare ogni giorno. Million Dollar Baby è il film più bello che abbia visto da diversi anni a questa parte. Se, per amore delle statistiche personali, deve esistere un miglior regista americano vivente, questi è Clint Eastwood. La sua venticinquesima (ora) regia è un’opera di straordinaria intensità e, se l’Oscar davvero valesse qualcosa, meriterebbe di sbaragliare lo scialbo e sopravvalutato film di Scorsese, che non ha la sincerità, il senso della misura, la forza espressiva del capolavoro. Basterebbe tutta la prima parte di Million Dollar Baby - tre vite chiuse in una palestra, cuoio corde guantoni e odore di candeggina - per commuoversi dinanzi a tanta dolcezza, poi la storia prende d’improvviso un’altra piega, la voce fuori campo allenta il piglio e la grande, classica retorica di Eastwood si mescola alla paura, al dubbio, al religioso senso del dovere di dare una svolta alla propria vita, contro ogni morale. Frankie è forse l’uomo più profondo, disilluso, forte, testardo e vincente che ci abbia mai regalato Eastwood, che lavora sulle pause, sulle occhiate, sui sorrisi accennati, su quel modo sciovinista e un po’ curioso di aggrottare le sopracciglia inforcando gli occhiali, con un libro di gaelico ad accompagnarlo come fosse un breviario. Hilary Swank è Maggie, combattiva e tenace, un sorriso ingenuo di disarmante tenerezza, e occhi che sanno invocare aiuto anche dopo una vittoria. Morgan Freeman è Scrap, ex-pugile, voce narrante nostalgica e carica di umanità, che Eastwood riempie con la battuta più significativa del film: nella boxe tutto è innaturale, tutto va al contrario. Come nella vita. Così, il riscatto professionale e personale di due uomini e una ragazza passerà attraverso un dolore irrinunciabile che finirà per dividerli, per sempre, perché è contro la sofferenza che bisogna muoversi, spostare quell’alluce, per imparare a proteggersi.

 feed | blog reactions

nessun commento

lascia un commento

a sinistra, i commenti sono elencati a partire da quello più recente. nome e email sono obbligatori.
puoi tenere traccia dei commenti usando gli RSS.







grazie, davvero » se il mondo fosse chiaro, l'arte non esisterebbe
  • about me
  • archivio
  • tags

  • il layout di grazie, davvero è un libero adattamento di un template di derek punsalan
    RSS