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Le avventure acquatiche di Steve Zissou
 pubblicato in registi, visioni

Stevezi (stìvzi) lo chiama il figlio, o meglio il quasi-figlio, dato che il padre spara a salve, presumibilmente per la troppa vita passata in acqua. L’ultimo film di Wes Anderson, regista statunitense del coloratissimo e sottovalutato I tenenbaums, è la storia di un uomo arrugginito negli affetti - matrimonio fallito e sguardo convalescente sul mondo - che ritrova nel martellante dubbio di una lontana paternità e nel sommesso tentativo di vendicare la morte dell’amico - masticato da un fantastico squalo giaguaro - le iniezioni tonificanti per una nuova avventura di vita. Girato tra le splendide cornici del golfo di Napoli, Ponza e Ravello, questo The Life Acquatic with Steve Zissou è un’opera che ha il pregio di dividere il pubblico a metà, vuoi per il registro fumettistico, vuoi per la continua sospensione di incredulità che esige come requisito di fondo. Eppure, è così difficile non affezionarsi ai personaggi - sgangherati e irriverenti, dalle mille sfumature o da nessuna - tra i quali spicca a mò di periscopio uno strepitoso Bill Murray, barba incolta e sguardo disilluso e fiero, padre innamorato non solo del figlio (Owen Wilson) e della moglie da riconquistare (Anjelica Houston) ma di tutto l’equipaggio della Belafonte. Tra tutti, Klaus (Willem Dafoe), l’ingegnere ex-conducente di autobus - tronfio e orgoglioso eppure continuamente alla ricerca di affetto - e Jane (Cate Blanchett), cronistucola superba e piagnucolona, sono i due personaggi più riusciti. Ed è stato bello rivedere Jeff Goldblum dare vita, con pochi gesti, ad un miliardario eccentrico e altezzoso, ma in fondo pieno di umanità. Nota di merito alla colonna sonora, che scivola delicatamente su tutto lo spazio diegetico del film per mano di Pelè (Seu Jorge), fisico-musicista di colore che interpreta in portoghese alcune delle più belle canzoni di David Bowie.

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