The Ring 2
pubblicato in registi, visioni

Due cose molto belle: la prima è la sequenza dei cervi assassini, stupendamente hollywoodiana e carica di quel pathos scalpitante e furioso che strizza un po’ l’occhio a Jurassic Park, e omaggia con un bel senso della misura il cavallo impazzito di Gore Verbinski; la seconda è la scena della vasca da bagno, un vero capolavoro di stregoneria, con tutto quello sciabordio infinito di bollicine cristallizzate sul soffitto che infine piomba giù con una forza esplosiva da far tremare lo schermo, e lascia lo spettatore annichilito e indifeso con gli stessi occhi umidi e impauriti di Rachel e figlio. Il resto è tutto in penombra e la sceneggiatura - consentitemi il gioco di parole - fa davvero acqua ovunque, ed è un peccato. Hideo Nakata, maestro di suggestioni oniriche e acquatiche, con quel Dark Water che è il suo piccolo gioiellino sul curriculum, comincia qui la propria carriera in terra americana, ma sembra voler collezionare avidamente tutti gli effetti speciali a disposizione distribuendoli in ogni sequenza, come se non potesse farne a meno. E neanche il cognome dello sceneggiatore - che evoca incubi di ben altra e consolidata memoria - lo aiuta a trasformare in vera furia onirica uno script con tante potenzialità. Una delusione.