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0 Have a great 2008
 January 2nd, 2008

Vic ChesnuttEntro in una casa per il veglione di fine anno e dico: “mi sto ascoltando Vic Chesnutt“. Come se fosse un libro (”mi sto leggendo Italo Svevo”), tanto per conferire una sorta di ingannevole continuità ad un atto che, a differenza della lettura, è il più delle volte microscopico, relegato negli anfratti di qualche scampolo di tempo libero, confinato all’utilizzo sempre più vincolante di un computer, di microcasse da mensoletta e di lettori mp3 che si preoccupano di rintracciare le copertine degli album mentre regoliamo il volume, quasi fossero cimeli da archeologia intellettuale - perché le copertine dei cd ormai le guardiamo solo nei negozi, prima di uscire senza aver acquistato (più) nulla. “Mi sto ascoltando Vic Chesnutt” è una frase che non ha alcun senso se non quello di manifestare una propria sgangherata (e temporanea) appartenenza allo scenario dei conoscitori-fruitori di certa musica e perciò, dopo averla pronunciata, non vediamo l’ora che faccia capolino qualche smorfia di chi non ha capito cosa hai detto (”vic che?“) per avere la scusa - servita su un piatto d’argento - di riempirsi la bocca non solo di dolci di Natale, ma anche di parole come “è un cantautore americano, Florida… chitarra e voce, intimista, cioè perché a me piacciono le canzoni un po’ folk, sai quelle che puntano sul testo, senza troppe velleità armoniche” e ridacchiare sotto i baffi (nel caso li avessimo) per il gusto di aver confuso ancora di più il nostro interlocutore, vomitandogli addosso l’ennesimo esercizio di stile pseudo-intellettuale che per cinque minuti cinque ci ha tenuti al centro dell’attenzione. Salvo poi tornare ai giochi e scoprire di aver perso sessanta euro al mercante in fiera.

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0 Gli eventi
 December 5th, 2007

Gli eventi inaspettati - quelli che ti precipitano addosso improvvisamente senza che tu abbia la minima possibilità di sistemarli in un cantuccio e lasciarli riposare ancora un po’ - hanno la forza di costringerti a pensare immediatamente ad un sacco di cose a cui non avevi mai pensato come se ci avessi già pensato da una vita.

 


0 Consulenti
 November 27th, 2007

Oggi è il mio terzo giorno come consulente di questo nuovo ufficio. Davanti a me c’è un ragazzo, a occhio più piccolo di me di qualche manciata di anni, ben pettinato e confezionato di tutto punto, senza neanche una sbavatura - pullover di cachemire color pastello, camicia scura e un orrendo jeans a tubo blu - che da più di cinque ore sta giocando con le proprie dita tamburellando il portatile su cui è installata una copia di Windows immacolata. Così, ogni tanto afferra il mouse disegnando traiettorie inimmaginabili aprendo e chiudendo finestre, strozzando il silenzio con i suoi doppio-click. Credo che si stia godendo, con una certa disinvoltura, il suo nuovo stato di nullafacenza condizionata.

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grazie, davvero » se il mondo fosse chiaro, l'arte non esisterebbe
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